• Giovanna Mistruzzi nel 1919 e Lindo Pagura e Giovanna Mistruzzi con Domenico in Braccio

    Giovanna Mistruzzi nel 1919 e Lindo Pagura e Giovanna Mistruzzi con Domenico in Braccio

  • Diploma conferito a Lindo Pagura nel 1923 all’esposizione internazionale di Milano

    Diploma conferito a Lindo Pagura nel 1923 all’esposizione internazionale di Milano

  • Giovanna Mistruzzi con la nipote Gianna in braccio (1948)

    Giovanna Mistruzzi con la nipote Gianna in braccio (1948)

Dopo la morte del Campagna (1919), i primi passi del ragazzo Lindo Pagura (1900-1935) nel mondo dell’impresa furono davvero promettenti: nel 1923 la sua grappa fu insignita della medaglia d’oro all’Esposizione Internazionale del Lavoro di Milano. In seguito a questo evento pensò di modificare il nome della distilleria in Premiata Distilleria Pagura e di realizzare delle etichette che riportassero il logo di questo importante riconoscimento. Si conserva ancora in Distilleria l’antica pietra litografica, incisa a mano,con la quale venivano stampate in quegli anni le etichette.
Il secondo grande merito di Lindo fu indubbiamente quello di prendersi in moglie Giovanna Mistruzzi, donna d’altri tempie dalla inesauribile forza di volontà. Rimasta vedova nel 1935 a soli 34 anni con due figli piccoli da allevare, Domenico di 12 anni e Luigina di 7, sola negli anni durissimi della seconda guerra mondiale, Giovanna seppe condurre coraggiosamente l’azienda e la famiglia fuori da quella terribile esperienza. Nascose il figlio Domenico, che nel 1943 doveva prestare servizio di leva, e subì ripetuti sequestri di grappa sia da parte di tedeschi e repubblichini, sia da parte dei partigiani che inutilmente (per fortuna) cercarono il nascondiglio del primogenito.
Ma Giovanna non era donna disposta ad arrendersi e, con coraggio e indebitandosi, trovò le risorse per ripartire a dispetto della difficile situazione.
A lei guardiamo con profondo senso di gratitudine perché seppe farsi custode di quella che ancora oggi è la nostra preziosa attività.