• Alambicco anni 60

    Alambicco anni 60

  • Alambicco oggi

    Alambicco oggi

  • La campana di vetro ed il misuratore.

    La campana di vetro ed il misuratore.

  • Alambicco oggi

    Alambicco oggi

Raffrontando una foto dell’alambicco dei primi anni sessanta (con Domenico Pagura accanto alla mamma Giovanna e ad un amico) con una dell’alambicco attuale, si scopre come nulla sia cambiato nella distilleria Pagura. Si tratta, senza tema di smentita, del più antico alambicco ancora funzionante in Friuli e certamente tra i più antichi d’Italia.
Il mondo, negli ultimi cinquant’anni, ha subito dei cambiamenti impressionanti, tanto da far apparire stupefacente l’attuale esistenza di un così longevo impianto industriale. Il segreto di un tal successo sta probabilmente nella semplicità dell’impianto stesso e nella capacità di produrre grappa di altissima qualità.
Il nostro obiettivo non è quello di produrre un anonimo alcol, molto raffinato ed uguale a quello che si può produrre in qualsiasi altra parte d’Italia o del mondo a prescindere dalla materia prima utilizzata. Ciò che vogliamo offrire ai nostri affezionati clienti è una grappa nostrana con una chiara collocazione territoriale.
Fondamentale è riuscire a creare una miscela equilibrata di alcoli che non preveda lo scarto delle parti volatili, utili ad esaltare i profumi della grappa, e non elimini completamente le code, che danno corpo e persistenza al distillato esaltandone il carattere.
Ecco perché ancora oggi adoperiamo un alambicco discontinuo adatto a distinguere le varie fasi della distillazione e, per l’estrazione dell’alcol, piccole caldaie a vapore che consentono la lavorazione delle vinacce a bassa pressione e temperatura. Grande importanza assume anche la colonna di distillazione, che raffina solo in parte i vapori così ottenuti.
A seguire passo passo le fasi della distillazione è ancora l’intervento manuale del grappaiolo che, analizzando la gradazione determinata da un densimetro posto nella campana di vetro, è in grado di dosare, in base al tipo di vinaccia, la giusta quantità di vapore immesso nelle caldaie e quella dell’acqua di raffreddamento della colonna. Controllore di questo paziente lavoro è un misuratore (un contalitri a tazze) prodotto nel 1923 dalla Siemens di Berlino e reso allo Stato italiano come risarcimento dei danni di guerra. Da allora, inamovibile nella sua mansione e senza alcuna smagliatura, accerta con precisione teutonica i litri di grappa prodotti.